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Stai pensando di metterti in proprio? Inizia a riflettere su di te!

Che tu intenda avviare una micro-impresa o un’attività di libera professione, la risorsa chiave, sui cui si basa l’intera fattibilità del progetto, sei tu.

Nelle grandi aziende è possibile creare team di lavoro variegati, composti da persone con una formazione specifica in diversi campi, ognuna delle quali contribuisce con le proprie competenze alla gestione di un “pezzettino” dell’attività.

Quando lavori in modo autonomo, le tue risorse sono invece molto limitate e puoi fare conto soltanto su te stesso o, al massimo, su una ristretta rete di collaboratori.

La prima cosa che ti devi chiedere è se sei la persona giusta per far partire un progetto di lavoro in proprio. Cosa devi valutare?

Esperienze e competenze

Innanzitutto, le tue esperienze e competenze. Lavorare in proprio al giorno d’oggi è piuttosto complesso: i concorrenti sono tanti, gli scenari di mercato sono estremamente mutevoli, il quadro normativo spesso non è chiaro e cambia continuamente. Insomma, devi essere preparato.

Nella mia lunga esperienza come consulente, ho sempre verificato che è davvero complesso cercare di inserirsi come imprenditore in un ambito che non si conosce: per avere qualche chance di successo è necessario che tu abbia fatto studi coerenti con il progetto che intendi sviluppare o che, perlomeno, tu abbia potuto fare un’esperienza lavorativa nel settore, come dipendente o collaboratore.

Ma non si tratta soltanto di un mio consiglio. In alcuni casi, queste esperienze sono richieste dalla legge. Nonostante, infatti, si dica spesso che “volere è potere”, devi tenere presente che non tutti possono fare tutto: per molte attività oggi in Italia è necessario avere un titolo di studio specifico, una qualifica, avere frequentato un corso professionalizzante, o poter comunque dimostrare un’esperienza pluriennale come dipendente nel settore.

Facciamo qualche esempio

Ad esempio, se vuoi aprire un bar o un ristorante devi avere frequentato il corso SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande), oppure devi dimostrare di avere lavorato come dipendente in un’attività analoga per un certo numero di anni.

Se vuoi aprire un centro estetico devi avere frequentato il corso triennale di estetista e avere conseguito il titolo di direttore tecnico.

Se sogni di aprire un’agenzia di viaggi, è necessario superare il complesso esame da direttore tecnico, o avere un’esperienza pluriennale dimostrabile come dipendente nel settore.

Per non parlare delle attività legate ad un ordine professionale: ingegneri, avvocati, architetti, commercialisti, oltre ad aver conseguito la laurea, devono superare un esame di Stato per poter esercitare la professione.

Il bilancio di competenze

Fatti dunque un esame di coscienza e valuta:

  • la tua reale conoscenza ed esperienza nel settore: per studio, precedenti esperienze di lavoro dipendente, o collaborazioni;
  • le motivazioni che ti spingono a valutare la scelta imprenditoriale: hai un carattere intraprendente, vuoi sentirti autonomo, hai perso il lavoro, il lavoro dipendente ti sta stretto o non ti soddisfa economicamente, pensi di avere un’idea innovativa;
  • le motivazioni che ti portano alla scelta del settore: per esperienza, passione, interesse, studio, rete di contatti, apertura di opportunità di mercato.

Cosa ti appassiona?

Rifletti anche su chi sei in senso più ampio: quali sono i tuoi interessi, le tue passioni, cosa ti entusiasma e cosa conosci molto bene? Sicuramente un grande coinvolgimento personale nel progetto di lavoro autonomo può essere una base importante per la tua soddisfazione professionale e per la buona riuscita dell’iniziativa.

Hard e soft skills

Pensa anche alle tue capacità: volendo usare un termine inglese, rifletti bene su quali sono le tue hard e soft skills.

  • Per hard skills, intendo le capacità specifiche che hai appreso con lo studio o con l’esperienza. Ad esempio: sai preparare torte, sai cucire un abito, sai creare siti web, sai tenere la contabilità, parli fluentemente tre lingue, ecc.
  • per soft skills intendo le tue doti naturali, quelle qualità innate che probabilmente hai sviluppato fin da bambino: si tratta di quelle competenze trasversali che hanno sempre caratterizzato il tuo approccio al lavoro, ma non solo. Ad esempio: hai sempre avuto una grande manualità, hai una spiccata capacità di sintesi, hai un grande senso estetico, sei in grado di entrare in empatia con le persone, noti anche i più piccoli dettagli, e così via.

Check OK?

Metti insieme tutte queste analisi e valutazioni e, se sei ancora convinto di essere la persona giusta per intraprendere il progetto che hai in testa, puoi andare avanti con i ragionamenti.

Se vuoi approfondire queste tematiche acquista il mio libro Guida Galattica al Business Plan edito da Zandegù.

Author:

MARTA GIAVARINI - STRATEGIE DI BUSINESS. Supporto aspiranti Imprenditori, Freelance e Startupper a mettere a fuoco il loro Business Model, a conoscere e analizzare il mercato in cui lavorano, per pianificare strategie vincenti attraverso un Business Plan. Aiuto imprese già avviate a rivedere il proprio Modello di Business per sviluppare nuovi prodotti e nuovi mercati.

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