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Scappo dalla città – la vita, l’amore e le vacche

Mi convinco sempre di più che i progetti su cui lavoro in determinati periodi siano lo specchio della realtà sociale ed economica che stiamo vivendo.

In 20 anni di professione ho incontrato persone con progetti in testa nati da un’idea sentita in TV, pompati da qualche programma tipo factual o simili, o ispirati a qualche film (quando ancora si andava al cinema!), che idealizzava personaggi con professioni nuove ed apparentemente molto affascinanti e redditizie.

A volte, invece, capita che un progetto debba sbocciare proprio in un determinato momento, favorito non tanto da stimoli così diretti – e in realtà appiccicati dai media – ma perché la sensibilità degli individui è veicolata da sogni, paure, sensazioni, modi di sentire affini, che portano persone, anche molto diverse in termini di esperienze e preparazione, a prendere decisioni simili.

Voglia di campagna!

È il caso di alcuni progetti che sto seguendo in parallelo durante questi lunghi mesi di pandemia, che coinvolgono soprattutto coppie, anche di età molto differente, che hanno deciso di scappare dalla città e trasferirsi a vivere in campagna.

Alcuni sono professionisti, che lavorano ormai da oltre un anno in smartworking e che, avendo magari una seconda casa di famiglia, vi ci sono trasferiti per un breve periodo, che poi si è protratto indefinitamente, visto che il tanto atteso ritorno alla normalità non sembra affatto dietro l’angolo e che la vita di campagna è decisamente più salubre.

Altri, invece, hanno pensato di cogliere un’opportunità, rendendosi conto di non essere soli, ma di essere pionieri di un nuovo stile di vita e, pertanto, hanno iniziato a ragionare su nuovi modelli di business.

Come si sognava prima

Oltre a un cambiamento del proprio stile di vita, in tanti oggi scelgono la campagna per costruirsi un futuro e vivere in modo autosufficiente. Fino a poco tempo fa, i giovani sognavano di trasferirsi all’estero: il classico sogno di decine di miei amici è stato quello di trasferirsi su un’isola (Ibiza preferibilmente!) ed aprire il classico chiringuito sulla spiaggia, non rendendosi conto che l’anno è fatto di 12 mesi e che le entrate di pochi mesi di attività, soprattutto per uno straniero, sono raramente sufficienti a garantire un livello di reddito adeguato.

Io stessa con il mio compagno una decina di anni fa ho sfiorato per un soffio il trasferimento in Brasile, con un sogno tropicale da realizzare a Jericoacoara, piccolo paese super trendy su una spiaggia del Ceará, diventato famoso per il kitesurf, dove avevamo deciso di aprire un bed & breakfast: fatto il business plan ho capito che non era sostenibile ma, soprattutto, che quello che mi sembrava un paradiso due mesi all’anno, sarebbe divenuta una prigione, se avessi rinunciato alla mia vita in Italia.

I sogni si sono ridimensionati?

Oggi non è più così, prima di tutto a causa del Covid, che non consente di viaggiare agevolmente e crea molta ansia rispetto a scelte di questo tipo: tanti giovani e meno giovani hanno deciso di restare in Italia, ma di allontanarsi dalle grandi città, e di avviare attività imprenditoriali legate al mondo rurale.

Certo, per chi cerca il mordi e fuggi non è consigliato: la terra va coltivata, richiede passione e fatica. L’agricoltura è una cosa seria e bisogna essere preparati, tra l’altro se i terreni agricoli vengono coltivati in modo diretto, sono previste agevolazioni fiscali per il loro acquisto.

Purtroppo è difficile valorizzare le produzioni agricole, soprattutto se non si è del mestiere, per cui consiglio di fare sogni possibili: spesso è più facile guadagnare con attività ricettive, bed & breakfast, fattorie didattiche, pet terapy, glamping, insomma esperienze rurali a basso impatto per cittadini in cerca di nuovi stimoli.

#gardening

Secondo le previsioni, il 2021 sarà l’anno della semplicità: sono nati nuovi hashtag su Instagram come #gardening e #cottagecore, con quasi due milioni di post, che rappresentano un vero e proprio movimento che sottolinea i benefici di una vita più tranquilla, con ritmi più umani, a contatto con la natura.

A conferma di tutto ciò, il mercato immobiliare dimostra, dati alla mano, che la pandemia ha rilanciato la domanda di case in campagna, rustici e casali nelle aree provinciali, nei borghi e nei piccoli comuni, con un incremento delle ricerche pari al 29% rispetto al periodo pre-Covid, dato che indica chiaramente una nuova tendenza di mercato.

Secondo il portale Idealista concentrando l’analisi sulle zone di riferimento per quanto riguarda l’offerta di proprietà rustiche, si rilevano richieste più che triplicate in provincia di Brescia (268%) e Alessandria (241%), più che raddoppiate invece le richieste in provincia di Asti (181%), Verona (129%), Viterbo (123%) e Brindisi (100%). In grande spolvero vari comuni del Monferrato, delle Langhe, all’interno delle province di Alessandria (508 euro/ m²), (Asti (838 euro/m²) e del bresciano, ideali anche per la vicinanza ai grandi centri urbani come Torino e Milano.

Le nuove tendenze del turismo

Inevitabilmente, il 2020 è stato un anno difficile per tutto il settore del turismo: secondo il barometro di Federalberghi, il calo del fatturato dei servizi turistici in Italia è stato del 71,4% nel secondo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tra frontiere chiuse e restrizioni, stanno emergendo nuovi trend, fenomeni e abitudini dei viaggiatori che porteranno enti turistici, compagnie aeree, hotel e strutture ricettive ad adattarsi.

Il concetto di distanziamento sociale è stato un vero e proprio tormentone durante il 2020 e pare proprio che continuerà ad esserlo anche nel 2021. Verranno sempre più privilegiate le vacanze in destinazioni spesso solo sfiorate dai classici itinerari turistici, o immerse nella natura: si prevede la valorizzazione dei borghi, delle località di lago e della montagna, tra itinerari e paesi immersi nella natura.

Conclusioni

In conclusione, penso che in questa fase della nostra vita non occorra andare dall’altra parte del globo per vedere il mondo con occhi nuovi: vivere in campagna o in città dipende dalle proprie inclinazioni, sicuramente una scelta così radicale presuppone di esserci in qualche modo tagliati.

Di sicuro, è necessaria una forte autonomia e non si devono temere troppo una vita di silenzio e solitudine. La campagna, la montagna, i luoghi rurali hanno un grande vantaggio: regalano meno relazioni, ma più profonde, emozioni più rare, ma forse per questo più vere.

Author:

MARTA GIAVARINI - STRATEGIE DI BUSINESS. Supporto aspiranti Imprenditori, Freelance e Startupper a mettere a fuoco il loro Business Model, a conoscere e analizzare il mercato in cui lavorano, per pianificare strategie vincenti attraverso un Business Plan. Aiuto imprese già avviate a rivedere il proprio Modello di Business per sviluppare nuovi prodotti e nuovi mercati.

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