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Un anno vissuto pericolosamente

Dovendo riassumere il 2020 guardandolo dalla “coda” mi è venuto in mente il titolo di un film cult del 1982 di Peter Weir con Sigourney Weaver e Mel Gibson: non certo per l’argomento trattato – era la storia d’amore tra un giornalista australiano ed una funzionaria dell’ambasciata britannica in Indonesia durante il colpo di stato del 1965 – ma perché il titolo ben rappresenta il mio stato d’animo rispetto ai 12 mesi passati.

Il mio 2020

Un anno partito sotto i migliori auspici, uno splendido viaggio a Cuba con il mio compagno in gennaio, subito dopo aver pubblicato il mio sito web a cui avevo lavorato duramente per 6 mesi, in un mood molto positivo e orientato alla crescita. Quel 2020, quella cifra tonda così simpatica e quasi cabalistica, faceva presagire un nuovo decennio ricco di belle novità.

Poi è cambiato tutto.

Ho passato il 2020 da marzo in poi ad interrogarmi sulla crisi Covid-19 ed al suo impatto sull’economia, soprattutto sulle micro-imprese, che sono da sempre il mio target di clienti, e che sono state (e sono tutt’ora) le realtà maggiormente colpite dagli effetti della pandemia.

Chi segue il mio blog sa che mi sono interrogata in lungo e in largo sulla questione, sondando opinioni, cercando soluzioni e ragionando sulla necessità di essere adattivi e resilienti, termini molto abusati negli ultimi anni e mai davvero messi in pratica, men che meno quando ce n’è stato davvero bisogno, con la maggior parte delle imprese chiuse nella propria area di comfort, sperando che le cose tornassero al più presto come prima.

Ma è chiaro che nulla tornerà come prima, perché i primi ad essere cambiati siamo noi umani ed il nostro approccio alla vita.

Una necessaria trasformazione professionale

Io stessa ho dovuto modificare completamente la mia metodologia di lavoro: da paladina della consulenza dal vivo e del corso di formazione esclusivamente in aula, ad Avatar di me stessa perennemente attaccata a qualsiasi piattaforma (Zoom, Skype, Teams e tante altre) per interfacciarmi con clienti vecchi e – tanti – nuovi che in realtà, come per magia, sono usciti dai confini geografici del Piemonte, che era sempre stata la mia area di operatività, per allargarsi a livello nazionale ed internazionale.

Miracoli di Covid-19! Nel momento in cui tutti ci siamo ritrovati lontani ed impossibilitati ad incontrarci, le aziende si sono rese conto che tanto valeva cercare le professionalità giuste, indipendentemente dalla loro area di riferimento e si sono finalmente rimescolate le carte.

Belle collaborazioni su progetti innovativi

Uno dei frutti di questa tendenza è stata un’interessante collaborazione con Elena Augelli, partita nel mese di agosto con una consulenza online dalla mia casa al mare e conclusasi di recente, per la realizzazione del business plan di una start-up, la cui futura CEO è una ragazza italiana che vive a Londra, di cui vi voglio raccontare qualcosa.

Questo progetto, di cui per ovvie ragioni non svelerò ancora i dettagli, si inserisce nel contesto del settore Beauty (Estetica e Benessere), settore da sempre considerato anti-ciclico, nel senso che, nei periodi di crisi economica quando i consumi crollano in tutti i campi, solitamente si tiene a galla ed anzi riesce ad ottenere delle performance invidiabili.

Questo perché le persone, ed in particolare le donne, quando tutto crolla intorno a loro, sentono il bisogno di coccolarsi, rinunciano a tutto, ma non ad essere in ordine, a vedersi belle e curate, per se stesse e per chi sta loro accanto. Insomma: mentre il Titanic affonda, l’orchestra continua a suonare… con stile!

Beauty on demand: trattamenti, trucco e hair stylist a domicilio

Collaborando su questo progetto in un perfetto gioco di squadra ho scoperto che dal mondo anglosassone è giunto in Italia un nuovo modo di concepire il settore Beauty: mentre in Italia siamo tradizionalmente abituati a recarci da estetista e parrucchiere per curare la nostra immagine, da alcuni anni sono nati portali di intermediazione che mettono in contatto i clienti con operatori certificati per lo svolgimento di servizi a domicilio.

Questa tendenza è nata ampiamente prima della crisi Covid-19, quindi con il principale intento di consentire a donne particolarmente impegnate nel proprio ruolo professionale e con difficoltà di conciliazione tra vita familiare e lavorativa di prenotare servizi Beauty online direttamente a casa propria, o presso il proprio ufficio, in orari anche non consueti, 7 giorni su 7, con un servizio personalizzato e su misura.

Vi faccio un esempio: ho una riunione importante e voglio presentarmi con i capelli in ordine, il tempo stringe, il mio parrucchiere di fiducia è dall’altra parte della città e gli orari di apertura sono limitati. Prenoto una messa in piega online, potendo scegliere l’operatore che preferisco, di cui posso conoscere a priori tutte le caratteristiche, che mi raggiunge in ufficio un’ora prima della fatidica riunione, dotato di un kit completo di prodotti ed attrezzature professionali.

Ho così l’opportunità di rilassarmi e di presentarmi al top a livello di immagine, senza peraltro alcun problema di gestione del pagamento, che ovviamente avviene in anticipo all’atto della prenotazione del servizio con carta di credito, o con altri mezzi di pagamenti comodi e sicuri.

Per di più, con il problema sanitario contingente, è evidente che questa opportunità può divenire interessante anche per le persone più timorose di frequentare spazi condivisi, per le quali è preferibile avere contatti con un solo operatore (ovviamente dotato di tutte le protezioni obbligatorie per legge), piuttosto che sedere in un salone con tante persone presenti in contemporanea.

Il panorama italiano

Certamente, nel nostro Paese questa modalità è agli albori, non è ancora diffusa e si scontra con il grosso gap della scarsa propensione al lavoro autonomo in questo settore: in Italia, storicamente estetisti e parrucchieri lavorano come dipendenti di attività artigianali dotate di tutte le autorizzazioni sanitarie richieste dallo Stato (sono moltissime!), con il sogno nel cassetto di aprire, un giorno, il proprio salone.

Il parrucchiere freelance praticamente non esiste, al limite c’è chi lavora in modo sommerso a casa propria o del cliente, ma piano piano questa cultura si sta diffondendo anche da noi.

Nelle analisi che abbiamo svolto per la nostra cliente, Elena ed io ci siamo rese conto che nella città di Milano, da sempre avanti anni luce rispetto al resto del paese, esistono già alcune realtà in questo contesto:

  • Madame Miranda presente sul mercato meneghino da 3 anni e con velleità di espansione nelle principali città italiane, creata da due socie, propone una varietà di servizi tradizionali, puntando sulla semplicità e sulla naturalezza dei trattamenti estetici e non sull’innovazione e sulla proposta di trattamenti all’avanguardia, in linea con i tempi e le esigenze del momento.
  • Take Mi Home neonata competitor sempre a Milano, sviluppata durante il periodo di lock-down nella primavera 2020. La società è composta da 4 socie e propone, oltre a servizi di hair styling e beauty, trucchi semipermanenti, piercing , tatuaggi, personal trainer e servizi collaterali quali ad esempio Professional Organizer, Bar Tender per party privati e Chef a domicilio.
  • Moovage ultima arrivata, ha realizzato un’APP per mobile e si rivolge, oltre che agli operatori freelance, anche ai Saloni di Bellezza che vogliano ampliare le proprie possibilità di lavorare al di fuori degli orari di apertura e in altre aree geografiche della città.

Concludendo

Per concludere, ritengo che questo genere di progetti si inserisca alla perfezione nel concetto di adattività e resilienza che in questo momento sono fondamentali per tutte le imprese, non per forza nell’ottica di modificare totalmente il proprio business model, ma nel senso di pensare a modalità, canali e proposte di valore più interessanti per i propri clienti.

A fine della pandemia questi nuovi modelli andranno in parallelo a quelli tradizionali, senza snaturare la propria mission, ma come “traghetto” e linfa vitale per dare un futuro alle nostre imprese.

Author:

MARTA GIAVARINI - STRATEGIE DI BUSINESS. Supporto aspiranti Imprenditori, Freelance e Startupper a mettere a fuoco il loro Business Model, a conoscere e analizzare il mercato in cui lavorano, per pianificare strategie vincenti attraverso un Business Plan. Aiuto imprese già avviate a rivedere il proprio Modello di Business per sviluppare nuovi prodotti e nuovi mercati.

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