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Digito ergo Zoom!

Anche quest’anno ho avuto la possibilità di passare due splendide giornate alle OGR di Torino per la Italian Tech Week e in questo post voglio raccontarvi la mia personale esperienza.

Il titolo che ho scelto per questo articolo è tratto da una slide che hanno presentato in una delle masterclass che ho seguito e che rappresenta davvero il segno dei tempi, tenendo conto che Cartesio al liceo mi aveva davvero aperto la mente, mi ha spiazzata e divertita insieme!

Beautiful Minds

Mentre lo scorso anno il tema “Metaverso” la faceva da padrone, quest’anno il titolo della manifestazione è stato “Beautiful Minds” ed il fil rouge di tutta la manifestazione è stato il tema dell’intelligenza artificiale, che è entrata prepotentemente nelle nostre vite a livello a dir poco esponenziale.

Mi hanno impressionata i numeri di questa kermesse che, dalla scorsa edizione, sono praticamente triplicati: da 5.000 partecipanti dell’anno scorso a 13.500 di quest’anno, segno che davvero ormai queste tematiche non sono più un argomento di nicchia per un gruppo di nerds, ma sono di interesse collettivo.

“Vi sono due tipi di aziende:

quelle che cambiano e quelle che scompaiono”

Philip Kotler

Devo dire la verità, il motivo che mi ha portata quest’anno a frequentare la Italian Tech Week è stata proprio la volontà di capirne qualcosa di più di questa benedetta/maledetta intelligenza artificiale anche perché, confrontandomi con amici e colleghi, mi rendo conto di essere rimasta una dei pochi che ancora non ha incominciato ad utilizzare Chat GPT e sento che il momento non è più prorogabile.

Chat GPT questa sconosciuta

Una delle masterclass che ho seguito, proprio nell’ottica di comprendere meglio le possibilità offerte dall’utilizzo di Chat GPT, è stata quella di Antonio Pisante, un giovane manager di Techstars, il più grande investitore pre-seed al mondo. In pratica ci ha raccontato che, da oltre un anno, utilizza Chat GPT per fare qualsiasi cosa: scherzandoci su, ha detto che sono sei mesi che non scrive più una e-mail perché delega tutto a Chat GPT, effettua la scelta delle startup su cui investire affidando la pre-selezione a Chat GPT, grazie all’inserimento di una serie di requisiti base, per non parlare delle ricerche di mercato, che delega totalmente a “lei”. Addirittura, ci ha detto che, anche per quanto riguarda la contrattualistica, lui si affida totalmente all’intelligenza artificiale. Mi ha ricordato moltissimo il film “Her” di Spike Jonze uscito nel 2013, in cui il protagonista Theodore si innamora perdutamente di Samantha, la sua AI ed arriva a fare a meno di tutto, tranne che di Lei.

Cosa resta per noi?

Questo talk mi ha dato molto da pensare, soprattutto mi sono domandata (e continuo a farlo) quale sia il ruolo che rimane a persone come me, che hanno 20 anni di esperienza in uno specifico settore e a tutti i professionisti di lungo corso, che la propria expertise se la sono fatta sul campo, con molto impegno e grande fatica.

Chi già la utilizza, mi dice che ora è necessario crearsi una nuova modalità di lavorare, bisogna saper fare “le domande giuste”, bisogna saper “colorare” in modo personale un testo redatto dalla AI, utilizzando il proprio “tone of voice”.

È evidente che la mia è una visione da Boomer, anche perché io sono molto lontana dall’essere una nativa digitale, se penso che ho scritto la mia tesi di laurea nel 1999 senza l’aiuto di internet, andando in giro per biblioteche e a fare interviste in mezza Italia!

Dammi tre parole: sole, cuore, amore

Quello che mi ha altrettanto colpita, in senso completamente opposto, è stato uno strepitoso confronto tra due imprenditori un po’ più agee, personaggi conosciuti in tutto il mondo: Brian Chesky, co-founder di AirB&B che ha 42 anni e John Elkann, che non ha bisogno di presentazioni, e che di anni ne ha 47.

Ciò che mi ha stupita è che, mentre i più giovani apparivano totalmente esaltati dalle potenzialità dell’intelligenza artificiale, questi due personaggi hanno parlato di cuore e di emozione.

In un’epoca in cui i sistemi di intelligenza artificiale nativa sono sempre più performanti e sofisticati sembra quasi un controsenso sentir parlare due CEO di gigantesche imprese globali di cuore, di emozioni e di amore come elementi indispensabili per costruire aziende di successo, eppure è andata proprio così.

Chesky ha detto che tecnologia e funzioni creative devono andare di pari passo: “Non vogliamo che si venga a creare un mondo dove guardiamo tutto attraverso lo schermo di un monitor, che deve essere solo una porta verso il mondo reale. Noi vogliamo che la tecnologia ci comprenda e quindi l’intelligenza artificiale deve essere una porta verso il mondo fisico, che è quello che ci dà emozioni”.

Elkann ha aggiunto che le organizzazioni sono fatte da persone e il lato emotivo è molto importante perché ci guida in tutto quello che facciamo, sia nei confronti dei colleghi, sia rispetto alle esigenze dei clienti. Ha aggiunto che crede che abbiamo passato troppo tempo a parlare di creatività, quando invece le emozioni sono una parte altrettanto importante del successo di un’impresa e di un imprenditore.

Chesky ha ancora aggiunto che, secondo lui, i numeri non dovrebbero essere il solo linguaggio delle start-up, ma che alcune delle cose più importanti della nostra vita – come i sentimenti e le emozioni – sono impossibili da misurare in termini numerici.

Conclusioni

Forse è assurdo che io mi sia sentita così rincuorata da queste parole, tenendo conto che io mi occupo di business plan e che quindi i numeri sono molto importanti nella mia visione del mondo, ma penso che ciò che hanno detto sia vero, anzi verissimo!

Se davvero aziende di queste dimensioni, anche in minima parte, portano avanti questo approccio al mondo del business, forse c’è ancora un po’ di speranza per il genere umano.

Author:

MARTA GIAVARINI - STRATEGIE DI BUSINESS. Supporto aspiranti Imprenditori, Freelance e Startupper a mettere a fuoco il loro Business Model, a conoscere e analizzare il mercato in cui lavorano, per pianificare strategie vincenti attraverso un Business Plan. Aiuto imprese già avviate a rivedere il proprio Modello di Business per sviluppare nuovi prodotti e nuovi mercati.

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