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Un’esperienza fuori dall’ordinario

Nel mese di giugno di quest’anno mi è capitata un’esperienza nuova, qualcosa di completamente al di fuori dell’ordinario, almeno per me: sono stata commissario d’esame per una scuola di estetica.

Nella mia vita professionale ho seguito decine di attività in questo settore e, anche nel momento in cui scrivo questo post, sto seguendo ben due business plan di centro estetico ed uno di parrucchiere.

Lipstick Index

Il settore dell’estetica e del benessere è da sempre considerato un settore “anti-ciclico” il che significa che, anche in momenti di ciclo economico negativo, questo settore riesce a produrre delle buone, se non ottime, performance.

Ne è stata una prova lampante il periodo Covid, in cui le aziende con questo codice ATECO sono state addirittura costrette a rimanere chiuse per diversi mesi, perché le attività che svolgono erano considerate troppo a stretto contatto con il cliente e, quindi, con un rischio di contagio altissimo.

Ebbene, i centri estetici di valore e di qualità, che hanno saputo fidelizzare le proprie clienti, in quel periodo hanno tenuto botta e sono riusciti, in alcuni casi, ad aumentare notevolmente il proprio fatturato.

Perché? Perché noi donne, che siamo le principali utilizzatrici di questi servizi, siamo disposte a rinunciare a tutto, ma non ad una coccola, non al prenderci cura di noi stesse, a volere essere belle, curate ed in forma, anche quando tutto sembra crollare intorno a noi.

In tempi difficili, anche un rossetto può fare la differenza! Il primo a rendersi conto di questo fenomeno fu Winston Churchill che, durante la Seconda guerra mondiale, ordinò di razionare i cosmetici tranne il rossetto, soprattutto di colore rosso, perché era d’aiuto sia per chi lo indossava, sia per chi lo vedeva.

E poi è nato il Lipstick-Index, termine coniato da Leonard Luder, chairman di Estée Lauder, quando nel 2001, il tragico anno della caduta delle Twin Towers, le vendite dei rossetti aumentarono dell’11 per cento.

Il settore del benessere oggi

Il mercato in Italia è oggi abbastanza saturo, perché di centri estetici le nostre città sono davvero piene.

Per emergere in questo contesto è necessario specializzarsi nelle nuove tecniche, dedicarsi all’estetica avanzata, o comunque essere in grado di offrire qualcosa di unico e di diverso.

Oggi ciò che conta non è solo il risultato finale che la cliente ottiene, ma è soprattutto l’esperienza, la possibilità di ritagliarsi del tempo per se stesse nel mezzo di una vita frenetica, divisa tra impegni lavorativi e familiari.

L’esperienza di commissario

Tornando alla mia esperienza di commissario, il primo giorno ero più agitata io delle ragazze che avrebbero dovuto superare gli esami!

Sapevo che è un corso molto serio, approfondito, che dura tre anni e che porta chi segue questo percorso ad avere una conoscenza del corpo umano molto vicina a quella di un sanitario, ma non mi aspettavo un tale livello di approfondimento e di preparazione.

Le ragazze erano tutte giovani, molto ansiose e mi faceva davvero impressione che guardassero me e gli altri tre membri della commissione con timore, lanciandoci sorrisi timidi e sguardi furtivi, da cui traspariva paura ed agitazione, come se dal nostro giudizio dovesse dipendere il loro futuro.

In effetti, a ben pensarci, forse era proprio così.

Le prove

La due giorni di prove, molto intense, ha alternato test scritti, la valutazione di una scheda cliente da parte delle candidate, un colloquio più personale che riguardava gli obiettivi futuri e l’idea di mettersi in proprio (e qui, come potete immaginare, ho fatto la parte del leone), fino ad una intera mezza giornata di lavori pratici, dove le ragazze si sono alternate a mettere in pratica massaggi, trattamenti viso e corpo, utilizzo di macchinari estetici avanzati sulle proprie compagne di corso.

Non credevo che il momento di stabilire i voti delle varie prove fosse così impegnativo ed eticamente coinvolgente, perché dovevamo tenere conto di ciò che avevano performato in quei giorni, ma anche valutare attentamente la testimonianza della Direttrice della Scuola, che conosceva tutta la loro storia e sapeva per ciascuna quale impegno e quale crescita era avvenuta nel corso del triennio.

Il finale ci ha portato a stilare la classifica definitiva dei voti, che poi abbiamo enunciato alla classe in trepidante attesa: è stato un momento liberatorio con tanto di pianti, abbracci e risate.

Cosa mi porto a casa

Un gruppo di ragazze che finalmente può affacciarsi al futuro con speranza, sapendo di avere dato il massimo e, in molti casi, dopo aver fatto un lungo e faticoso lavoro su se stesse, non solo in termini di studio, ma soprattutto a livello personale, di presa di coscienza del proprio valore e del superamento di limiti psicologici e fisici, in un settore dove ancora oggi molti centri assumono soltanto ragazze belle e magre, non tenendo conto spesso del valore, dell’energia e della grande professionalità che sta dietro ad ognuna di loro.

Non vi nascondo che ho avuto più di un momento in cui mi sono segretamente commossa e ho comunque riflettuto sul ruolo della scuola, della formazione e di quanto possa essere difficile ergersi a giudice degli altri, in piena coscienza e senza fare ingiustizie o torti… porto a casa una enorme stima per insegnanti e professori!

Author:

MARTA GIAVARINI - STRATEGIE DI BUSINESS. Supporto aspiranti Imprenditori, Freelance e Startupper a mettere a fuoco il loro Business Model, a conoscere e analizzare il mercato in cui lavorano, per pianificare strategie vincenti attraverso un Business Plan. Aiuto imprese già avviate a rivedere il proprio Modello di Business per sviluppare nuovi prodotti e nuovi mercati.

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